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Automazione industriale

AMR e sicurezza: come i robot mobili autonomi riducono gli infortuni del personale

Negli infortuni mortali con carrelli elevatori la scena più frequente è un lavoratore a piedi investito da un mezzo. Quali rischi un robot mobile autonomo toglie, quali ne introduce, come funzionano scanner e campi di protezione e quali norme scrivere nel capitolato.

Fra il 2002 e il 2020 il sistema di sorveglianza Infor.MO ha registrato 245 infortuni mortali in cui un carrello elevatore aveva un ruolo attivo nella dinamica, su circa 5.500 casi raccolti. La scheda che l'INAIL vi ha dedicato nel 2023 descrive una scena ricorrente. Nella gran parte dei casi un lavoratore a piedi viene investito da un carrello. Fra le cause compaiono vie di transito non definite o non separate fra mezzi e pedoni e disposizioni aziendali non rispettate. Nei casi con carrelli il fattore «attività di terzi» pesa il 23%, contro circa il 10% del totale degli infortuni analizzati, perché chi guida diventa il terzo che compie la manovra sbagliata. Un robot mobile autonomo interviene esattamente su questo punto, togliendo il conducente dalla dinamica e affidando la sorveglianza dello spazio a sensori che non si distraggono. A patto che il progetto sia fatto bene.

Due famiglie di infortuni, un denominatore comune

Nell'intralogistica i rischi si dividono in due grandi famiglie. La prima è quella dei disturbi muscolo-scheletrici da movimentazione manuale: sollevare, spingere, trainare e trasportare carichi provoca lesioni cumulative a schiena, spalle e arti, e l'EU-OSHA li colloca fra i problemi di salute legati al lavoro più diffusi in Europa. La seconda è quella degli incidenti con i carrelli, con urti fra pedone e mezzo, ribaltamenti, cadute del carico e schiacciamenti in retromarcia, che sono meno frequenti ma molto più gravi, come mostrano i dati INAIL appena citati.

Il denominatore comune è la presenza di una persona nel punto di rischio: il corpo che solleva, chi cammina accanto a un mezzo in movimento, il conducente esposto al ribaltamento. La gerarchia delle misure di prevenzione mette al primo posto l'eliminazione del pericolo, prima ancora della protezione, ed è per questo che ridurre l'esposizione vale più di qualunque cartello.

Che cosa toglie un robot mobile, e che cosa aggiunge

Sulla prima famiglia l'effetto è diretto. Un AMR che porta pallet, contenitori e roll fra due punti fissi riduce sollevamenti, traini e spinte, e l'addetto passa a un ruolo di supervisione o a lavorazioni a valore, spesso in una postura migliore. Sulla seconda il meccanismo è diverso. Il robot non si distrae, non forza le manovre e non viaggia in retromarcia senza sorveglianza. Procede a velocità controllata e porta scanner laser di sicurezza che rallentano o fermano il mezzo quando una persona entra nell'area sorvegliata, prima del contatto.

Sarebbe però scorretto descriverlo come un mezzo senza rischi, perché introduce pericoli suoi. Ci sono le fermate improvvise in un corridoio dove un carrello condotto lo segue, le persone che dopo qualche settimana imparano a fidarsi troppo e gli tagliano la strada, le stazioni di ricarica e i punti di presa e deposito dove le distanze si accorciano. La sicurezza di un AMR è quindi una proprietà dell'installazione prima ancora che del veicolo. Dipende da come il sistema di sicurezza funzionale (sensori, logica di comando, campi di protezione) è stato dimensionato e verificato su quel reparto. Il confronto fra il comportamento di AGV e AMR davanti a un ostacolo è nell'articolo su carrelli AGV e robot mobili autonomi.

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Scanner laser e campi di protezione: come si dimensionano

Il cuore della sicurezza di un AMR è la percezione dello spazio. Gli scanner laser di sicurezza generano campi bidimensionali configurabili attorno al mezzo, di solito in due livelli. Il campo esterno, di avviso, fa rallentare il robot e segnalare la presenza quando un pedone vi entra. Quello interno, di protezione, lo ferma del tutto prima del contatto se la persona si avvicina ancora. I campi cambiano con velocità e direzione di marcia, allargandosi alle velocità più alte e nella direzione del moto, perché lo spazio di arresto cresce con la velocità e con la massa trasportata.

Il dimensionamento parte quindi dallo spazio di arresto reale del veicolo a pieno carico, misurato sul pavimento del reparto, e non dal valore teorico a vuoto. Gli scanner appartengono alla famiglia dei dispositivi elettrosensibili di protezione regolata dalla serie IEC 61496. Per quelli che rilevano per riflessione diffusa, come gli scanner laser, la parte specifica è la IEC 61496-3, oggi nella quarta edizione del 2025 che ha sostituito quella del 2018. L'affidabilità della catena di comando legata alla sicurezza, dal sensore all'attuatore dei freni, si progetta invece con i livelli di prestazione (Performance Level) della ISO 13849-1:2023, e il livello richiesto a ciascuna funzione discende dalla valutazione del rischio.

Le norme da scrivere nel capitolato

Norma o attoAmbitoRuolo nel progetto AMR
ISO 3691-4:2023 (armonizzata come EN ISO 3691-4:2023)Carrelli industriali senza conducente e loro sistemiRequisiti di sicurezza specifici e loro verifica, preparazione delle zone operative
ISO 12100:2010Sicurezza del macchinario, principi generaliMetodo di valutazione e riduzione del rischio
ISO 13849-1:2023Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezzaPerformance Level delle funzioni di sicurezza
IEC 61496-3:2025Dispositivi optoelettronici attivi sensibili alla riflessione diffusaScanner laser di sicurezza e loro campi
Regolamento (UE) 2023/1230Regolamento macchine, applicabile dal 20 gennaio 2027Marcatura CE e requisiti essenziali, anche per le macchine mobili autonome

In capitolato la sequenza è lineare. Si parte dalla valutazione del rischio secondo la ISO 12100, si applicano i requisiti specifici della ISO 3691-4 per i carrelli senza conducente, si progettano le funzioni di sicurezza con l'affidabilità richiesta dalla ISO 13849-1. I dispositivi devono essere conformi alla IEC 61496-3, e tutto va documentato per la marcatura CE. Fino al 19 gennaio 2027 il riferimento resta la Direttiva macchine 2006/42/CE, per la quale la EN ISO 3691-4:2023 dà presunzione di conformità dalla citazione in Gazzetta ufficiale con la Decisione di esecuzione (UE) 2024/1329. Dal 20 gennaio 2027 si applica il Regolamento (UE) 2023/1230, che sostituisce la Direttiva e introduce requisiti espliciti per la supervisione delle macchine mobili autonome. Un progetto valutato oggi e messo in servizio nel 2027 deve dire per contratto sotto quale regime verrà rilasciata la dichiarazione di conformità e chi la firma per l'insieme. Il tema della responsabilità nelle flotte di marche diverse è sviluppato nell'articolo su come automatizzare i pallet in un magazzino già attivo.

Le aree miste si progettano prima di comprare i mezzi

A differenza di molti AGV tradizionali, gli AMR sono pensati per lavorare in aree condivise con le persone senza percorsi segregati. È un vantaggio operativo, ma sposta il baricentro della sicurezza sull'ambiente. Le velocità vanno decise zona per zona in base alla densità di pedoni, e le intersezioni hanno bisogno di regole di precedenza scritte e, dove serve, di segnalazione. La segnaletica orizzontale e verticale e l'illuminazione vanno curate come per i carrelli condotti, e per guasti, ostacoli persistenti e blocchi servono procedure scritte prima dell'avviamento. Dove possibile, conviene separare i flussi più veloci dalle zone a maggiore presenza umana. È la stessa indicazione che la scheda INAIL dà per i carrelli condotti, con separazioni fisiche e incroci chiaramente segnalati.

I quasi-incidenti come fonte di dati

La tecnologia riduce il rischio ma non sostituisce la cultura della sicurezza. Gli AMR, in compenso, producono dati che i carrelli condotti non danno: arresti di sicurezza, rallentamenti, ostacoli rilevati, con luogo e ora. Trattarli come quasi-incidenti da analizzare, invece che come fastidi da silenziare, permette di trovare i punti critici del layout e i comportamenti a rischio prima che diventino un infortunio. La stessa scheda INAIL raccomanda una procedura di registrazione dei near-miss legati all'uso dei carrelli. Con una flotta automatica quella registrazione arriva già pronta, e conviene prevederne l'analisi periodica nel piano di esercizio. Il peso economico della prevenzione entra poi nel business case, come spiegato nell'analisi su ROI, TCO e payback degli AMR.

Cosa inviarci per una valutazione

Per una prima valutazione delle aree miste e dei requisiti di sicurezza servono questi elementi:

  • planimetria quotata con corridoi, incroci, porte, portoni e zone pedonali;
  • flussi di pedoni e di carrelli condotti, con le fasce orarie più affollate;
  • carichi movimentati, pesi, altezze di presa e velocità attuali dei mezzi;
  • stato del pavimento, pendenze e rampe lungo i percorsi;
  • infortuni e quasi-incidenti legati alla movimentazione negli ultimi anni, se registrati;
  • documento di valutazione dei rischi della zona interessata, o le sue parti pertinenti.

Potete inviarli via email a info@pitech-solution.com o su WhatsApp. Le tecnologie disponibili sono descritte nelle pagine sui muletti robotici e AMR per la movimentazione dei pallet e sull'automazione industriale e la robotica di movimentazione. Quando sul mezzo viaggia anche un braccio, le norme in gioco aumentano, come spiega l'articolo sui manipolatori mobili.

Domande frequenti su AMR e sicurezza

Come riducono gli infortuni gli AMR rispetto ai carrelli con operatore?

Tolgono il conducente dalla dinamica che i dati INAIL indicano come più frequente negli infortuni mortali con carrelli, l'investimento di un lavoratore a piedi, e riducono la movimentazione manuale che genera disturbi muscolo-scheletrici. Il risultato dipende dall'installazione: un robot in un corridoio senza regole di precedenza resta esposto ai comportamenti scorretti delle persone.

Quali norme regolano la sicurezza degli AMR?

La ISO 3691-4:2023 per i carrelli senza conducente, nella forma armonizzata EN ISO 3691-4:2023 per la marcatura CE, con la ISO 12100:2010 per la valutazione del rischio, la ISO 13849-1:2023 per le funzioni di sicurezza e la IEC 61496-3:2025 per gli scanner laser. Il quadro legislativo è la Direttiva macchine fino al 19 gennaio 2027 e il Regolamento (UE) 2023/1230 dal giorno successivo.

Come funzionano i campi di protezione degli scanner laser di sicurezza?

Di solito un campo di avviso fa rallentare il mezzo e un campo di protezione lo ferma. La loro estensione va verificata con il veicolo carico e alla velocità massima ammessa in quella zona, perché è lì che lo spazio di arresto è più lungo. Una taratura fatta a vuoto lascia un margine solo apparente.

Un AMR può lavorare in aree condivise con le persone?

Sì, purché la zona sia preparata come chiede la ISO 3691-4: franchi laterali, velocità ridotte dove i franchi mancano, segnalazioni e regole di precedenza agli incroci. Le persone vanno formate anche su ciò che il robot non sa fare, per esempio prevedere chi sbuca all'improvviso da dietro una scaffalatura alta.

Che cosa cambia con il Regolamento macchine dal 2027?

Dal 20 gennaio 2027 il Regolamento (UE) 2023/1230 sostituisce la Direttiva 2006/42/CE e tratta in modo esplicito le macchine mobili autonome, con requisiti sulla funzione di supervisione e sulla protezione dei sistemi di comando dalla corruzione. Per un progetto in corso conviene fissare nel contratto il regime della dichiarazione di conformità e chi la firma.

Fonti e riferimenti

Risorse collegate

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