← Risorse tecniche
Radiografia industriale

Livelli di accettazione in radiografia delle saldature: chi sceglie la riga e cosa trascina con sé

Nel capitolato è una riga sola, e decide tre cose insieme: come va fatta l'immagine, con quale metro verranno giudicate le indicazioni e quanto costerà produrre quella prova. La catena che lega ISO 5817, ISO 17635, ISO 17636 e ISO 10675, letta dalla parte di chi la specifica arriva e deve farla stare in piedi in sala controllo.

Interpretazione di una radiografia digitale di saldatura in sala controllo, con indicatore di qualità immagine a fili

«Livello di qualità B secondo ISO 5817». La riga arriva dentro un capitolato, spesso copiata da una commessa precedente, e in ufficio tecnico viene letta come una richiesta generica di lavorare bene. Quella lettera, invece, ha già deciso con quale classe di tecnica va eseguita la radiografia, con quale livello di accettazione verranno giudicate le indicazioni e, di conseguenza, quanto tempo il pezzo resterà sotto il fascio e quante riprese finiranno in scarto. Il conto arriva al primo lotto, quando le immagini che la sala controllo produceva da anni smettono di bastare e nessuno sa dire quale norma lo impone.

Tre norme, tre mestieri che non si sostituiscono

La confusione più frequente nelle specifiche che girano in Italia è di categoria, non di dettaglio. ISO 17636-1:2022 e ISO 17636-2:2022, la prima per le tecniche su film e la seconda per quelle con detettori digitali, dicono come si fa l'immagine e come si dimostra che è buona. Lo scope della parte 2 è esplicito nell'escludere i livelli di accettazione per le indicazioni trovate sui radiogrammi digitali, e rimanda alla serie ISO 10675. È quella serie a dire cosa si scarta: la parte 1, edizione 2021, per acciaio, nichel, titanio e loro leghe, la parte 2, sempre 2021, per l'alluminio. Sopra le due sta ISO 17635, la norma generale che guida la scelta del metodo, delle tecniche e dei livelli di accettazione; l'edizione corrente è la quarta, aprile 2025, e ha sostituito quella del 2016 che ancora compare nella maggior parte dei capitolati e delle pagine tecniche in circolazione.

Scrivere che «la saldatura si accetta secondo ISO 17636» è quindi un errore di categoria: quella norma il criterio non lo contiene, come il regolamento di gara non contiene la classifica. Vale la pena tenere a mente anche i confini che ISO 17635 dichiara per sé: si applica a saldature completate, non al materiale base prima di saldare né ai controlli fra le passate, copre acciaio, alluminio, nichel, titanio e le loro leghe, chiede personale qualificato secondo ISO 9712 o equivalente e, soprattutto, non fissa l'estensione del controllo, che rimanda a una norma applicativa o alla specifica contrattuale.

NormaChe cosa stabilisceFamiglia
ISO 5817:2023 / ISO 10042:2018Livelli di qualità B, C, D del giunto (acciaio, nichel, titanio / alluminio)Qualità del giunto
ISO 17635:2025Scelta del metodo, delle tecniche e dei livelli di accettazione; correlazioniSelezione del metodo
ISO 17636-1:2022 / -2:2022Come si esegue la radiografia (film / detettori digitali) e come si dimostra la qualità immagineTecnica
ISO 10675-1:2021 / -2:2021Livelli di accettazione 1, 2, 3 delle indicazioni radiograficheAccettabilità
ISO 19232 (parti 1, 2, 4, 5)Indicatori di qualità immagine, unsharpness e risoluzione spaziale di baseTecnica
ISO 16371-1:2011Classificazione dei sistemi di computed radiographyTecnica

La lettera nel capitolato sceglie una riga, e la riga ha tre celle

Le tabelle che legano fra loro livello di qualità, classe di tecnica e livello di accettazione non stanno nella norma di tecnica: stanno in ISO 10675-1 e ISO 10675-2, con una riga per la radiografia su film e una per quella con detettori digitali. La regola si riassume in una frase: al livello di qualità B corrispondono la classe di tecnica B e il livello di accettazione 1, al livello C la classe B e il livello 2, al livello D la classe A e il livello 3. La tabella appartiene alla norma e non la riproduciamo; la conseguenza, invece, va detta chiara. Chiedere il livello di accettazione più severo concedendo la tecnica di base è una combinazione che la norma non contempla, e un capitolato scritto così mette l'officina in una posizione che nessuna procedura potrà salvare.

Chi sceglie la riga non è il radiografo, ed è questo il punto che cambia il preventivo: la sceglie il committente quando fissa il livello di qualità, o la norma di prodotto quando lo fissa per lui. Lo scope di ISO 17635:2025 aggiunge un'avvertenza che vale la pena riportare per intero nel senso, se non nelle parole: i livelli di accettazione non sono l'interpretazione diretta dei livelli di qualità di ISO 5817 o ISO 10042, sono legati alla qualità complessiva della produzione, e la corrispondenza fra i due mondi vale su base generale, non indicazione per indicazione. L'annesso A della norma raccoglie le correlazioni fra livelli di qualità, livelli di controllo e livelli di accettazione, ma resta un annesso di correlazione, non un criterio di collaudo.

Per l'alluminio la coppia cambia nome e non struttura: i livelli di qualità li dà ISO 10042:2018, i livelli di accettazione la parte 2 della 10675, con le stesse tre righe. È uno dei punti che un ufficio tecnico italiano cerca e fatica a trovare scritto in italiano, e che diventa decisivo quando la stessa officina lavora carpenteria in acciaio e strutture in lega leggera con due capitolati diversi sulla stessa scrivania.

Una lettera in più cambia poi il criterio più di quanto sembri. I livelli di accettazione 3 e 2 possono essere specificati con il suffisso X, e quel suffisso dichiara inaccettabile qualunque indicazione più lunga di 25 mm, a prescindere da quanto i calcoli del livello consentirebbero. Non è un quarto livello: è un vincolo di lunghezza che il committente sovrappone al livello scelto, e che sposta il tasso di scarto senza toccare la lettera del livello di qualità. Chi riceve un capitolato con una X accanto al numero ha ricevuto una specifica più severa di quella che sta leggendo.

In carpenteria la lettera la sceglie il progettista, con la classe di esecuzione

Nelle strutture in acciaio il progettista non parte dal livello di qualità della saldatura: parte dalla classe di esecuzione, e il resto discende. EN 1090-2:2018+A1:2024 lega i requisiti di lavorazione, ispezione e prova alla EXC fissata in progetto: l'esame visivo è richiesto sempre al 100%, mentre l'estensione dei controlli non distruttivi supplementari è data dalla clausola 12.4.2.2 e dalla tabella 24, e i tempi minimi di attesa dopo la saldatura dalla tabella 23. La proporzione non è un numero fisso: si riduce per i processi automatici o robotizzati e cresce per gli acciai di grado più elevato, per le saldature eseguite in campo e per le riparazioni. Per i giunti in EXC3 il criterio di accettazione delle imperfezioni è il livello di qualità B di EN ISO 5817, e il metodo di controllo va scelto fra quelli descritti in ISO 17635. Sono enunciati leggibili nella Guidance Note 6.02 dello Steel Bridge Group pubblicata da SCI, che cita l'edizione 2024 della norma; le percentuali della tabella 24 circolano invece su copie non autorizzate, e per questo non compaiono qui.

Il risultato pratico è che in carpenteria la catena comincia due anelli più in alto di dove l'ufficio tecnico si aspetta di trovarla. La classe di esecuzione decide l'estensione dei controlli e il livello di qualità, il livello di qualità decide classe di tecnica e livello di accettazione, e solo alla fine qualcuno verifica se il sistema radiografico in casa è all'altezza della classe che nel frattempo è stata scelta per contratto. Accanto corrono i requisiti di qualità della saldatura della serie ISO 3834, nelle tre gradazioni comprensiva, normale ed elementare della parte 2, 3 e 4, tutte in edizione 2021: sono il quadro dentro cui l'officina dimostra di saper produrre quel livello, non solo di saperlo misurare.

Che cosa cambia in sala quando la classe passa da A a B

Le due classi hanno nomi modesti, tecniche di base e tecniche migliorate, e ISO 17636-2 le tratta come alternative regolate: la classe B si impiega quando la A non è sufficientemente sensibile, sono ammesse tecniche ancora migliori se le parti le concordano specificando tutti i parametri, e per il digitale la scelta della tecnica va comunque concordata fra le parti contraenti. La visibilità dei difetti fra film e digitale è considerata equivalente a parità di classe, e la dimostrazione passa dagli indicatori di qualità immagine: i fili di ISO 19232-1 o i gradini e fori di ISO 19232-2 per la sensibilità, l'IQI duplex di ISO 19232-5 per l'unsharpness e per la risoluzione spaziale di base. Quest'ultima è entrata nel titolo della norma con l'edizione 2018, e il cambio di titolo racconta il passaggio: nel digitale la metrica che decide non è più soltanto il filo più sottile che si vede.

C'è poi un punto che riguarda direttamente chi firma la specifica. L'annesso A informativo di ISO 10675-1 ricorda che la radiografia rileva agevolmente le imperfezioni volumetriche sia in classe A sia in classe B, mentre la rilevabilità delle cricche dipende da altezza, ramificazione, apertura e orientamento rispetto al fascio, e che la classe B o migliore offre una rilevabilità delle cricche superiore alla classe A. Se il difetto che preoccupa il progettista è una cricca, la classe smette di essere una formalità contrattuale e diventa la differenza fra trovare e non trovare.

La norma prevede anche la via d'uscita, e la regola. Quando una condizione di classe B non è realizzabile per ragioni tecniche, il tipo di sorgente disponibile o la distanza sorgente-oggetto che la geometria del pezzo impone, le parti possono operare in condizione di classe A compensando la perdita di sensibilità con un livello di grigio minimo e un rapporto segnale-rumore normalizzato più alti; il controllo può allora essere considerato di classe B se la sensibilità richiesta agli IQI viene raggiunta. ISO 17636-2 formalizza tre principi di compensazione, uno per il contrasto ridotto, uno per la nitidezza insufficiente del detettore e uno per la perdita introdotta dalla correzione dei pixel difettosi. È materia da procedura scritta e da accordo fra le parti, non da decisione presa in cantiere davanti al primo pezzo che non passa.

La classe di un sistema CR non appartiene all'imaging plate

Nelle offerte per la computed radiography ricorre una formula che sembra una specifica e non lo è: «imaging plate di classe…». ISO 16371-1:2011, richiamata con riferimento datato dalla stessa ISO 17636-2:2022, dice nella clausola di scope che le classi di sistema CR non si riferiscono agli imaging plate di un determinato costruttore, e che la classe risulta dall'impiego di un certo imaging plate insieme alle condizioni di esposizione, in particolare l'esposizione totale, al tipo di scanner e ai parametri di scansione. La classe, in altre parole, è una proprietà della catena completa, e cambiare scanner o parametri di lettura basta a spostarla. Una scheda che dichiara la classe del solo plate non dimostra nulla sul sistema che entrerà in sala controllo.

La stessa norma separa già due tipi di prova che nelle discussioni commerciali finiscono sempre mescolati: i test del costruttore, che richiedono strumenti speciali di norma non disponibili in un laboratorio utente, e i test dell'utilizzatore, più semplici, pensati per la verifica rapida e per la stabilità nel tempo. Chi compra dovrebbe sapere quale dei due ha prodotto il numero che sta leggendo.

Chi ha qualificato il sistema, e chi lo verifica ogni anno

La divisione dei compiti è ancora più netta nella normativa americana, che molti capitolati richiamano accanto a quella ISO. ASTM E2446-24 è la caratterizzazione a carico del costruttore: richiede fantocci specializzati, dichiara di non essere destinata agli utilizzatori e contiene i criteri con cui i sistemi CR vengono classificati per livello prestazionale, così che sistemi di fornitori diversi diventino confrontabili. ASTM E2445/E2445M-20 per la computed radiography ed ASTM E2737-23 per i detettori a matrice digitale sono invece pratiche dell'utilizzatore, servono a stabilire una baseline e a monitorarla nel tempo, ed entrambe dichiarano esplicitamente di non essere un test di accettazione del sistema. L'esame vero e proprio si esegue secondo ASTM E2033/E2033M-24 per il CR e ASTM E2698-18e1 per i DDA, mentre lo scambio e l'archiviazione delle immagini hanno il proprio formato in ASTM E2339-21, il DICONDE, armonizzato con il DICOM della sanità.

Per chi compra, tutto questo si riduce a una domanda sola da fare al fornitore: quale norma ha prodotto il numero che compare nell'offerta, e chi l'ha eseguita. Un «sistema certificato» senza quel dettaglio non è una specifica confrontabile, e i valori delle due famiglie, qualifica del costruttore e verifica dell'utilizzatore, non si confrontano fra loro.

Il risparmio del digitale e la voce che se lo mangia

Sul passaggio dal film al digitale i numeri pubblici più seri restano quelli raccolti da Uwe Ewert e Uwe Zscherpel del BAM di Berlino con Klaus Bavendiek, in un lavoro diffuso su NDT.net: le aziende dichiaravano riduzioni del tempo di esposizione comprese fra il 5% e il 25% rispetto alle esposizioni su film, un ciclo di sviluppo e interpretazione ridotto a circa un quarto di quello del film nel controllo mobile e a meno del 5% nell'ispezione seriale di getti e saldature, oltre al risparmio su consumabili e smaltimento dei chimici. Nello stesso testo gli autori scrivono l'altra metà, ed è la metà che i preventivi non riportano: il digitale non garantisce automaticamente la qualità immagine del film, la sensibilità al contrasto dipende dalle condizioni di esposizione con rischio di applicazione scorretta, e per arrivare alla massima sensibilità con la correzione multi-gain servono tempi di esposizione anche superiori a quelli del film. Le cifre sono dichiarazioni dei costruttori raccolte dagli autori, non misure indipendenti, e il lavoro ha ormai diversi anni: vanno lette come ordine di grandezza, non come promessa.

L'effetto di second'ordine è quello che nessuno mette a budget. Il film non chiedeva una verifica periodica del sistema di imaging; il digitale sì, e quella verifica ha un responsabile, un fantoccio, una cadenza e un archivio di risultati da mantenere. È una voce piccola in denaro e pesante in disciplina: quando salta, non salta l'immagine di oggi, salta la possibilità di dimostrare fra due anni che il sistema era in ordine il giorno in cui è passato quel giunto.

Chi può firmare il rapporto quando l'immagine è un file

ISO 9712:2021 copre il metodo radiografico fra i metodi certificabili e ammette che il proprio sistema si applichi anche a tecniche interne a un metodo consolidato, purché esista uno schema completo. I moduli, però, non li scrive la norma: li scrivono gli schemi degli organismi di certificazione. Nello schema PCN del BINDT, in un documento di requisiti del 2024, le tecniche radiografiche sono elencate separatamente, film, computed radiography con imaging plate, radiografia digitale con detettori diretti, tomografia e le varianti di sola interpretazione, con quelle per detettori diretti e tomografia dichiarate ancora in sviluppo; per l'interpretazione di immagini digitali il documento chiede immagini ad almeno 12 bit in formato DICONDE o TIFF.

Da qui nasce un equivoco che gira nei capitolati e che conviene disinnescare prima della firma: la sigla RT-D che compare in ISO 17635:2025, con le sue varianti per CR e per DDA, è l'abbreviazione del metodo, non una qualifica del personale. Chi si impegna a consegnare rapporti su immagini digitali farà bene a verificare presso il proprio organismo italiano quali tecniche sono effettivamente certificabili oggi, prima di prometterle a un cliente.

Le domande che rendono confrontabile una richiesta d'offerta

Dalla catena appena percorsa si ricava una regola pratica che vale per l'acquisto come per la trattativa sul capitolato: chi conosce la propria riga compra un sistema, chi non la conosce compra un detettore e poi scopre la riga. Le informazioni che rendono confrontabili due offerte, e che una valutazione seria richiede prima di qualunque prova, sono sempre le stesse:

  • livello di qualità richiesto e norma che lo impone (capitolato, norma di prodotto, classe di esecuzione);
  • materiale, spessore e geometria del giunto, incluso il caso alluminio;
  • classe di tecnica che ne discende e livello di accettazione, con l'eventuale suffisso X;
  • difetto temuto: volumetrico o cricca, perché la classe cambia la rilevabilità;
  • sorgente disponibile e distanze imposte dal pezzo, per sapere se la classe B è realizzabile o va compensata;
  • chi ha classificato il sistema offerto e con quale norma, e quale verifica periodica resta a carico vostro;
  • formato dei dati e archiviazione, per la tracciabilità a distanza di anni;
  • tecniche di certificazione del personale disponibili nel vostro organismo.

PITECH affianca officine, costruttori di apparecchiature e laboratori nel tradurre quella riga di capitolato in una configurazione che la regge davvero, all'interno delle soluzioni di radiografia industriale digitale. La valutazione parte dal capitolato e dal pezzo reale, non dal catalogo: livello di qualità richiesto, materiale e spessore, difetto temuto, sorgente e spazi disponibili, e da lì la scelta fra computed radiography e detettori a matrice digitale, con il confronto fra le due tecnologie già affrontato nella guida su CR e DR nella radiografia industriale e i criteri di dettaglio nella guida su come scegliere il detector DR per saldature. Dove il giunto è troppo complesso perché la proiezione basti, il passo successivo è la tomografia computerizzata industriale. Per avviare la valutazione basta descrivere capitolato e componente dalla pagina contatti.

Domande frequenti sui livelli di accettazione in radiografia

ISO 17636 contiene i criteri di accettazione delle saldature?

No, e lo dichiara nel proprio scope: ISO 17636-2:2022 specifica come si esegue la radiografia con detettori digitali e come si dimostra la qualità dell'immagine, ma non specifica livelli di accettazione per le indicazioni trovate, rimandando alla serie ISO 10675. I livelli di accettazione stanno in ISO 10675-1:2021 per acciaio, nichel, titanio e loro leghe e in ISO 10675-2:2021 per l'alluminio. Scrivere in un capitolato che una saldatura si accetta secondo ISO 17636 significa attribuire a una norma di tecnica il compito di una norma di accettabilità.

Che cosa significa il suffisso X nei livelli di accettazione ISO 10675?

Significa che nessuna indicazione più lunga di 25 mm è accettabile, a prescindere dai calcoli che il livello consentirebbe. Il suffisso può essere specificato sui livelli di accettazione 3 e 2 di ISO 10675-1 e ISO 10675-2, e non costituisce un quarto livello: è un vincolo aggiuntivo di lunghezza che il committente aggiunge al livello scelto. Il livello 1, già più severo, non lo prevede.

Si può eseguire la radiografia in classe A quando il capitolato chiede livello di qualità B?

No, non come scelta libera. Le tabelle di ISO 10675-1 e ISO 10675-2 legano il livello di qualità della saldatura sia alla classe di tecnica sia al livello di accettazione: al livello di qualità B corrispondono la classe di tecnica B e il livello di accettazione 1, al livello C la classe B e il livello 2, al livello D la classe A e il livello 3. ISO 17636-2 prevede però una via regolata: quando una condizione di classe B non è realizzabile per ragioni tecniche, le parti possono operare in condizione di classe A compensando con un livello di grigio minimo e un rapporto segnale-rumore normalizzato più alti, purché la sensibilità richiesta agli indicatori di qualità immagine venga raggiunta.

La classe di un sistema di computed radiography dipende dall'imaging plate?

No. ISO 16371-1:2011, richiamata con riferimento datato da ISO 17636-2:2022, afferma che le classi di sistema CR non si riferiscono agli imaging plate di un determinato costruttore: la classe risulta dall'impiego di un certo imaging plate insieme alle condizioni di esposizione, al tipo di scanner e ai parametri di scansione. Una scheda tecnica che dichiara la classe del solo imaging plate non dimostra nulla sul sistema che verrà effettivamente usato in sala controllo.

Quale norma stabilisce quante saldature vanno radiografate?

Non ISO 17635, che rimanda l'estensione del controllo a una norma applicativa o alla specifica contrattuale. Nelle strutture in acciaio l'estensione dei controlli non distruttivi supplementari è fissata da EN 1090-2:2018+A1:2024 in funzione della classe di esecuzione, con l'esame visivo sempre al 100% e una proporzione che si riduce per i processi automatizzati e cresce per acciai di grado più elevato, saldature in campo e riparazioni. Negli impianti in pressione e negli altri settori l'estensione arriva dal codice di progetto o dal capitolato del committente.

Chi può interpretare e firmare una radiografia digitale?

Personale certificato secondo ISO 9712:2021 o schema equivalente, con la tecnica specifica prevista dallo schema dell'organismo di certificazione. La norma copre il metodo radiografico e ammette la certificazione per tecniche interne a un metodo, ma i moduli li definiscono gli schemi: in quello PCN del BINDT, per esempio, film, computed radiography, radiografia con detettori diretti, tomografia e le varianti di sola interpretazione sono tecniche elencate separatamente. La sigla RT-D che compare in ISO 17635:2025 è l'abbreviazione del metodo radiografico digitale, non una qualifica del personale.

Fonti e riferimenti

Risorse collegate